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La festa di Carnevale

Martedì ho accompagnato mio figlio all’asilo nido. Indossava fiero l’uniforme di pilota d’aereo.

 Il cappello gli stava un po’ grande e ogni tanto scivolava sulle ventitré. La piccola cravatta con il nodo cucito virava a sinistra e lui, preciso come il padre, la ricollocava al centro.

La luce dei suoi occhi, l’orgoglio con il quale gonfiava il piccolo petto e accarezzava le mostrine dorate, mi ha riportato a tantissimi anni fa.

Credo fossi in prima elementare.

Quella mattina c’era la festa di carnevale.

Non avevo dormito tutta la notte, tanta era l’emozione di indossare il mio vestito.

Balzai giù dal letto appena mio padre mi chiamò, feci colazione in fretta, lavai faccia e denti, una pettinata veloce ed eccomi pronto per la vestizione.

Mamma era già al lavoro e dovetti arrangiarmi da solo.

Non fu semplicissimo, ma ce la feci.

Corsi in camera dei miei genitori per rimirarmi nello specchio grande.

Signori e signori, ecco a voi: Zorro!

Pantalone nero di raso, fascia rossa in vita, camicia bianca con i farpali, mascherina nera, cappello nero con la zeta dorata al centro e lei, la mia fedele e micidiale spada con l’elsa color argento.

Quella mattina entrai in classe volando.

La bambina che mi faceva sussultare il cuore, vestita da fatina, mi si fece incontro e mi prese la mano.

Stringendo la fedele spada con la destra e la mia amata con la sinistra, ero pronto a sfidare il mondo.

Ricordando l’episodio mi affiora un sorriso, e questo rincoglionito cinquantenne si commuove pensando al figlio che regala a se stesso un ricordo che sempre gli scalderà il cuore.

Claudio Colombi. Autore del libro La Bibbia di Kolbrin”

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